16 Gennaio 2020
 
 
.::Boy Erased - Vite Cancellate::.
 
 

Titolo originale: id
Regia e Sceneggiatura: Joel Edgerton
Soggetto: dall'autobiografia "Boy Erased A Memoir" di Garrard Conley
Fotografia: Eduard Grau
Montaggio: Jay Rabinowitz
Musica: Danny Bensi, Saunder Jurriaans
Scenografia: chad Keith. Costumi: Trish Summerville.
Interpreti: Jared Eamosn (Lucas Hedges), Victor Sykes (Joel Edgerton), Nancy Eamons (Nicole Kidman), Marshall Eamons (Russel Crowe), Jon (Xavier Dolan)
Produzione: Joel Edgerton, Kerry Kohansky-Roberts, Steve Golin ecc
Distribuzione: Universal Pictures
Durata: 114'
Origine: USA, 2018.

 

 Joel Edgerton, australiano di Blacktown, classe 1974, con questo "Boy Erased" è alla sua seconda regia dopo "The Gift - Regali da uno sconosciuto" del 2015. Ma nell'ambiente è molto più noto come attore, avendo avuto ruoli importanti in film come "Star Wars episodi 2° e 3°", "Il grande Gatsby" o il più recente "Red Sparrow" al fianco di Jennifer Lawrence. Nello sperduto paesino dell'Arkansas nel quale vive, un giovane confessa ai genitori la propria omosessualità e ottiene dal padre pastore battista ma non molto evangelico col figlio, il ticket per "Rifugio", il centro rieducativo cristiano per "riconversioni eterosessuali": purtroppo non sono pochi questi luoghi in giro per il mondo come già dimostrava un altro film recente (2018) e simile "La diseducazione di Cameron Post" della regista Desirée Akhavan dal romanzo di Emily M. Danforth. Nel centro-prigione, il ragazzo che cerca di mettere in discussione la propria stessa natura, trova coetanei che consolideranno invece la sua scelta gay. Tratto a sua volta da un romanzo autobiografico "Boy erased: A Memoir" di Conley Garrard del 2018, il film è vistoso nelle scene psicologicamente cruente e nella cialtroneria "medica" del suo apparato scientifico. Ma, "Boy erased" ha, anche, il grande merito di farci entrare in questa sorta di moderni lager, aberranti e antistorici, di mostrarne il lato più ipocrita e subdolo ("Non si parla della terapia al di fuori della terapia"), di portare in superficie - ancora, qualora ce ne fosse bisogno, l'ignoranza delle persone nel pensare di poter 'modificare' un essere umano partendo dal presupposto che (parlando di omosessualità) si tratti di un "modo" di essere, di un atteggiamento, di una "scelta", e ci ricorda che molto spesso questa convinzione nasce prima di tutto all'interno delle stesse mura domestiche. Joel Edgerton - che nel film si ritaglia il ruolo di Viktor Sykes, ex gay e terapeuta nel "Rifugio" dal nome accattivante di 'Love in Action ' - confeziona un'opera importante, elastica nell'andamento (scopriamo la storia del protagonista attraverso vari salti temporali), fortunatamente mai esasperato ma forse troppo canonico nella resa e debitore forse di modelli che il suo regista ha ereditato dal cinema di Jeff Nichols. Il regista si affida, anche giustamente, al peso specifico (e non solo) dei suoi interpreti, come papà Russel Crowe e mamma Nicole Kidman (australiani come l'autore stesso) chiamati ad una contro-conversione progressiva e inevitabile, più difficoltosa per il primo, con il giovane Lucas Hedges letteralmente intrappolato in una specie di limbo artificiale. Proprio lui! Lo ricorderete in ruoli analoghi in "Manchester by the Sea" due stagioni fa nella nostra rassegna e più di recente in "Ben is back" a fianco di Julia Roberts, forse tra i giovani interpreti hollywoodiani uno dei più interessanti insieme al franco-statunitense Timothée Chalamet. Specialista nell'interpretare angosce di giovani ragazzi dalla fragile personalità, è un protagonista sensibile e garbato per il quale si parteggia facilmente, ma che ci insegue, poi, una volta fuori dalla sala, con un doppio strato di malinconia. In conclusione da non sottovalutare, tra i pregi della pellicola, l'invito, benché didascalico, a non ostacolare i diritti civili e con essi gli orientamenti sessuali delle persone, dati erroneamente per scontati in un mondo sempre più "liquido".