28 Novembre 2019
 
 
.::Green Book::.
 
 

Titolo originale: Id
Regia: Peter Farrelly
Sceneggiatura: Brian Hayes Currie, Peter Farrelly; Nick Vallelonga
Fotografia: Sean Porter
Montaggio: Patrick J. Don Vito
Musica: Chris Bowers
Scenografia: Tim Galvin
Costumi: Betsy Heimann
Interpreti: Viggo Mortensen (Tony "Lip" Vallelonga), Mahershala Alì (Il dott. Donald Shirley), Linda cardellini (Dolores Vallelonga), Dimiter D. Marinov (Oleg), Mike Atton (George)
Produzione: Jim Burke, Brian Hayes Currie, Peter Farrelly, Nick Vallelonga ecc
Distribuzione : Eagle Pictures
Durata: 130'
Origine: USA, 2018

 

 Ricordate questo nome: Mahershala Alì, attore statunitense messosi in mostra relativamente da poco (classe 1974) e già vincitore di due premi Oscar quale non protagonista per il 'nostro' "Moonlight", che inaugurava la stagione 2017/18, nonché per quest'ultimo Green Book. Se aggiungete anche il Golden Globe per gli stessi film e la stessa categoria, nonché la partecipazione da co-protagonista all'ultima serie tv "True detective 3", allora avrete la giusta caratura di uno dei migliori interpreti di questo fine decennio 2010. 1962 New York, un buttafuori italoamericano del Bronx (Viggo Mortensen, già famoso per la prima trilogia del "Signore degli anelli"), licenziato dal Copacabana, accetta di fare da autista a un pianista di colore (Mahershala Alì di cui sopra) in una tournée nel Sud degli Stati Uniti, dove le discriminazioni razziali sono ancora fortissime. Il titolo stesso del film deriva da una sorta di guida Michelin per "negri" che uscì effettivamente dal 1936 al 1966 per evitare loro 'brutti incontri'. L'italiano è un rozzo chiacchierone, il nero un sofisticato artista, estraneo alla propria gente e anche al mondo dei bianchi. E' importante dire che la vicenda è ispirata a una storia vera e che il figlio del protagonista bianco, Nick Vallelonga, compare fra gli sceneggiatori della pellicola. Molti di voi avranno già capito che oltre al viaggio fisico intrapreso dai due (insieme ad altri due musicisti che compongono il Donald Shirley trio, anch'esso realmente esistito), si racconta egregiamente il viaggio interiore in cui i due uomini, ognuno con le sue certezze ritenute immutabili, si trovano poco a poco a modificarsi e incredibilmente a comprendere le ragioni dell'altro. Don insegna a Tony a scrivere struggenti ed emozionanti lettere d'amore, mentre il ragazzo del Bonx spiega al suo compagno di viaggio le piccole astuzie di sopravvivenza apprese nel suo quartiere popolare e che letteralmente li salvano da situazioni compromettenti e pericolose. Diretto da uno dei fratelli Farrelly (quelli di "Tutti pazzi per Mary" e "Scemo e più scemo") il film più che una versione rovesciata di "A spasso con Daisy", è un classico del cinema di viaggio e amicizia (schermaglie fra due personaggi maschili in viaggio), visto mille volte: buoni sentimenti, musica e atmosfere d'epoca ricostruite alla perfezione, ma anche dialoghi piacevoli e due attori impeccabili. Si, perché Viggo Mortensen e Mahershala Alì sono in stato di grazia e conferiscono ai loro personaggi e al film nel suo complesso una densità e una credibilità straordinarie. Se il pubblico non può non restare ammirato dalla incredibile interpretazione fisica (ingrassato di oltre venti chili…) ma soprattutto linguistica di un Mortensen che sembra davvero un 'italian american' di quegli anni (purtroppo in gran parte svanita nella versione doppiata), parimenti è da ammirare il trattenuto conflitto interiore che pervade e scuote il personaggio del dottor Don Shirley, un uomo che vive in una profonda e dolorosa solitudine. E se è vero che ogni film in costume porta i segni dell'epoca di produzione, in questo nero colto che parla al bianco di Shostakovich scoprendo in cambio Little Richard, echeggiano un'apertura, una curiosità, una gentilezza di cui oggi si sente un gran bisogno.