5 Marzo 2020
 
 
.::Il Professore e il Pazzo::.
 
 

Titolo originale: The professor and the Madman
Regia: P.B. Shemran
Soggetto: dal libro di Simon Winchester
Sceneggiatura: Todd Komarnicki, P.B. Shemran
Fotografia: Kasper Tuxen
Montaggio: Dino Jonsäter
Musica: Bear McCreary
Scenografia: Tom Conroy
Costumi: Eimer Ni Mhaoldomhnaigh
Trucco: Chloe Bourke, Sonia Dolan, Fiona Hogan
Interpreti: Mel Gibson (James Murray), Sean Penn (William Chester Minor), Natalie Dormer (Eliza Merrett), Jennifer Ehle (Ada Murray), Eddie Marsan (sig. Muncie).
Produzione: Nicholas Chartier, Gaston Pavlovich
Distribuzione: Eagle Pictures
Durata: 124’
Origine: Irlanda
Uscita: 21.03.2019

 

“Il professore e il pazzo” è il lungometraggio di esordio dello sceneggiatore-regista di origine iraniana Farhad Safinia, noto come P. B. Shemran e già autore di “Apocalypto”. In quest’opera prima, il regista emergente ha optato per la trasposizione di un saggio biografico, appoggiandosi ad una sceneggiatura elegante, contraddistinta da voci altisonanti che si levano all’interno di ambienti solenni.
Questo film ci rivela la storia di come fu redatto il celeberrimo Oxford English Dictionary, pubblicato grazie all’opera infaticabile del professor James Murray e dei volontari di tutto il mondo a cui si aveva chiesto aiuto per cercare di individuare ogni singola parola della lingua inglese. Tra questi, c’era un uomo di nome W.C. Minor, un ex chirurgo che viveva segregato nel manicomio di Broadmoor. Alcuni anni prima, in preda alla paranoia, Minor aveva tolto la vita ad un passante, scambiandolo per un immaginario persecutore.
Si tratta di un’opera biografica, che racconta la dedizione di un uomo ad un'impresa abissalmente più grande di lui, mai concepita prima. Inserendosi nel solco della grande tradizione britannica, “Il professore e il pazzo” possiede gli elementi di base del grande feuilleton che hanno dato lustro alla storia della settima arte. L’ambientazione nella Londra di metà Ottocento, il racconto di due vicende separate che si intersecano per dar vita ad una terza ed il fascino legato alla realizzazione di un progetto ritenuto impossibile dai più sono le travi portanti di un film degno di considerazione.
La storia è emozionante ed appassionante, con tematiche piuttosto attuali, ed ha il suo punto di forza nei due grandi attori che riescono a rappresentarla.
Sean Penn è straordinario nell’interpretare il “pazzo”, a cui conferisce intensità e realismo riuscendo a far rivivere un dramma umano e la sua evoluzione fisica ed emotiva. Mel Gibson è perfetto nel ruolo, anche se viene spesso oscurato dal debordante collega.
Diretto con stile moderno, riesce a coinvolgere lo spettatore, nonostante qualche (inevitabile?) caduta nel melò.
È molto particolare la fotografia che caratterizza sia i due protagonisti che le ambientazioni in cui gli stessi si trovano ad interagire. Mentre il Professore si muove in una luce dalle tonalità calde ed avvolgenti - per evidenziare la sanità mentale - per il povero Minor si prediligono invece colori freddi ed oscuri quasi a voler sottolineare il demone della pazzia che lo possiede.
Questa pellicola riesce a ricordarci l’importanza nell’uso delle parole, di come le stesse abbiano cambiato significato nei secoli e di come siano state utilizzate dai grandi poeti.
L’unico difetto, probabilmente, riguarda il finale che è forse un po’ troppo sbrigativo e didascalico.
Il dizionario – è importante sottolinearlo, nonostante non venga riportato nel film - sarà terminato nel 1928: composto da 12 volumi, con 414.825 definizioni e 1.827.306 citazioni ed esempi per illustrarne il significato.