14 Marzo 2019
 
 
.::BlacKkKlansman::.
 
 

Titolo originale: id.
Regia e sceneggiatura: Spike Lee, David Rabinowitz, Charlie Wachtel, Kevin Willmott
Soggetto: dal libro di Ron Stallworth
Fotografia: Chayse Irvin
Montaggio: Barry Alexander Brown
Musica: Terence Blanchard
Scenografia: Curt Beech
Costumi: Marci Rodgers
Interpreti: John David Washington (detective Ron Stallworth), Adam Driver (detective Flip Zimmerman), Laura Harrier (Patrice Dumas), Topher Grace (David Duke), Jasper Pääkkönen (Felix Kendrickson), Ryan Eggold (Walter Breachway).
Produzione: Jason Blum, Spike Lee, Raymond Mansfield, Sean McKittrick, Jordan Peele, Shaun Redick
Distribuzione: Universal Pictures
Durata: 135'
Origine: USA 2018

 

L’ultimo film di Spike Lee – già autore dei celeberrimi “Malcolm X” e “Fa’ la cosa giusta” – è stato premiato al Festival di Cannes ed ha riportato al successo di pubblico (più di ottanta milioni di dollari al botteghino USA) un regista che aveva vissuto un lungo periodo di appannamento.
Il tema del razzismo in America – un problema da sempre aperto e mai risolto – viene trattato con garbo ed inedita leggerezza.
BlacKkKlansman racconta la vera storia di Ron Stallworth, un poliziotto afro-americano che riuscì incredibilmente a entrare a far parte del Ku Klux Klan. Il detective di colore, Interpretato dall’ottimo John David Washington, dopo un abboccamento telefonico riuscì con l’aiuto di un collega bianco, interpretato da Adam Driver (astro nascente della saga di Star Wars), a farsi cooptare nell’organizzazione. Ne scaturisce un film ironico, in cui si sorride spesso, ma che sa essere al tempo stesso drammatico.
Un po’ poliziesco ed un po’ film di denuncia politica, con qualche escursione nel pulp alla Tarantino, la pellicola non delude le attese.
Spike Lee ci fa riflettere su un concetto assai importante: il razzismo non è affatto roba di altri tempi ed il KKK è tutt’altro che un oggetto di antiquariato. Nel 2017 a Charlottesville, in Virginia, sono infatti accaduti fatti che mostrano un evidente legame col defunto KKK: un’organizzazione paragonabile ai peggiori mostri che, anche quando paiono sconfitti, possono tornare improvvisamente in vita. D’altra parte, è evidente la tendenza negli Stati Uniti (e altrove) a riesumare un'idea di superiorità razziale che alimenta dentro di sé il proposito di eliminare gli appartenenti ad etnie differenti.
Spike Lee ci racconta un' America di tempi addietro che è però un riflesso di quella odierna. Il trauma dell'elezione di Trump ha risvegliato infatti i peggiori timori tra gli intellettuali, di cui Spike Lee é voce molto autorevole.
Ed alla fine, nonostante qualche imperfezione, la critica si è mostrata unanime nel lodare un’opera divertente ed intelligente, ottimamente sceneggiata, ben diretta e montata con perizia eccezionale.
“BlacKkKlansman”, alla fine della fiera, può essere considerato un poliziesco con humor ma, come ha ribadito lo stesso Spike Lee: “il pubblico non uscirà dalla sala ridendo”.