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15/03           GETTING TO KNOW YOU

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SCHEDA
Titolo Originale: id. Regia: Lisanne Skyler. Soggetto: Dal Libro “Heat” di Joyce Carrol Oates. Sceneggiatura: Lisanne e Tristine Skyler. Fotografia: Jim Denault. Montaggio: Julia Janata, Anthony Sherin. Musica: Michael Brook. Scenografia: Jody Asnes. Costumi: Astrid Brucker. Interpreti: Heather Matarazzo (Judith), Michael Weston (Jimmy), Bebe Neuwirth (Trix). Produzione: Laura Gabbert ecc. Distribuzione: Key Films. Durata: 91’. Origine: USA, 1999.
   Presentato alla mostra del cinema di Venezia dell’anno scorso nella sezione “settimana della critica” questo piccolo film è riuscito a conquistarsi  un posto di rilievo nella considerazione degli spettatori più attenti  affiancandosi a “Judy Berlin” per quel che concerne gli esordi veramente felici di nuovi autori giovani nella passata stagione. Si tratta di un’operina originale e intelligente fin dall’idea di sceneggiatura. La regista Lisanne Skyler, una trentenne di New York esordiente nel lungometraggio, e sua sorella Tristine hanno adattato per il cinema una raccolta di racconti di Joyce Carrol Oates :“Heat”, facendo gravitare tante storie diverse intorno a una storia centrale. Quella di Judith (Heather Matarazzo interessante esordiente in “Fuga dalla scuola media” di Todd Solondz, l’autore dell’ottimo “Happiness”), una sedicenne che aspetta la propria corsa nella sala d’attesa di una stazione d’autobus insieme al fratello. Qui Judith incontra Jimmy, un ragazzo poco più grande di lei che funziona come un catalizzatore. Jimmy le racconta i casi , reali o immaginari, di vari frequentatori della stazione, aprendo nella unità di tempo e di luogo finestre narrative, che la regia visualizza come film nel film. Inizialmente sembra che il ragazzo sia solo interessato a fare colpo sulla sua coetanea e che le racconti delle storie qualsiasi. Invece, la progressione drammaturgica rivela dolcemente, senza sforzo né cadute didascaliche, la valenza di veri e propri specchi deformanti da parte di quei racconti rispetto alle difficili vicende familiari e personali dei due fratelli. Come se Jimmy fosse un silenzioso testimone (angelo custode?) che li segue da sempre e sa tutto di loro. Come ha sostenuto la stessa regista "“Gettin to know you"” è basato su quei momenti, rari e strani, in cui nella vita di ciascuno di noi “si apre una breccia”. Il procedimento ha relazioni strette con la terapia analitica e per diversi motivi: perché significa fare i conti  con la propria famiglia d’origine, serve a demolire le rimozioni e non può che manifestarsi sotto forma di racconto. Ultima considerazione  a prima vista economica, in realtà estetica: “Gettin to know you” è un film in cui le scelte narrative  e stilistiche sono perfettamente funzionali alle limitate possibilità produttive. Avendo a disposizione pochi soldi e diversi bravi attori , questo è il tipo di copione  ideale per sviluppare le il talento dei secondi alla scarsità dei primi. La cosa più impressionante di quest’opera è che si tratta, all’interno dei suoi limiti, di un film perfetto, come capita assai di rado con le opere prime. 

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