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14/12        HOLY SMOKE

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SCHEDA

Titolo originale: idem. Regia: Jane Campion. Sceneggiatura: Jane e Anna Campion. Interpreti: Harwey Keitel, kate Winslet. Origine: USA 1999. Durata: 114’.
     Era il 1990 ed alla Mostra del Cinema di Venezia il Gran Premio della Giuria toccò a Jane Campion con “Un angelo alla mia tavola” ed il 1996 quando, fuori concorso, la stessa regista neozelandese presentò il suo magnifico “Ritratto di Signora” dal romanzo di H.James. Più di un anno fa, nel corso della penultima edizione del Leone di San Marco,  Jane Campion si è ripresentata con il suo ultimo “Holy Smoke” che, per misteriose ragioni di distribuzione, in Italia è uscito solo a Settembre. Con quest’opera la geniale autrice torna dopo dieci anni all’Australia, al suo primo “Sweetie”, nel ritratto di una ragazza indomabile e d’una famiglia orribile, nella mescolanza di atrocità e divertimento: con in più una riflessione sulla funzione del sacro nella manipolazione psicologica delle persone. Torna anche Harwey Keitel, già interprete principale in “Lezioni di piano” con a fianco la giovane e osannata (dopo il successo di Titanic) Kate Winslet. La storia è lineare: una ragazza australiana, diventata in india seguace fanatica di un guru, viene riportata a casa dai parenti con l’inganno, col ricatto sentimentale di una finta agonia del padre, viene affidata ad un costoso “ricondizionatore” che presto, anziché riabituarla alla vita che lei rifiuta, vuole soltanto possederla sessualmente. La vicenda conoscerà ulteriori sviluppi ma noi abbiamo già capito chela trasposizione cinematografica del romanzo omonimo (sottotitolo “Fumo sacro”) scritto a quattro mani da Jane ed Anna Campion, sembra inserirsi all’interno di una precisa tendenza del cinema di fine secolo. Quella di sondare i limiti del sentimento amoroso fra i sessi più che la sua valenza romantica, il bisogno di ideali, di bontà e d’una esistenza diversa che porta tanti ragazzi alle esperienza più remote e radicali. Non mancano, nella pellicola, il rapporto cannibalico tra generazioni combinato con la volontà ipocrita dei ‘maestri’ (mistico orientali o professional occidentali che siano); la sopraffazione esercitata dalla famiglia sui figli  ed ancor più sulle figlie giovani, il conflitto di potere fra i sessi, la neoreligiosità fai da te. I temi urgenti del presente sono mischiati al grottesco quotidiano, arricchiti dall’originalità ammirevole dello stile, dalla bravura degli interpreti dove, in una parte piccola ma significativa troviamo la Pam Grier già riportata al successo due anni fa da Quentin Tarantino quale interprete principale del suo ultimo “Jackie Brown”

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