24 Gennaio 2019
 
 
.::Hostiles - Ostili::.
 
 

Titolo originale: Hostiles
Regia e Sceneggiatura: Scott Cooper
Soggetto: da un manoscritto di Donald E. Stewart
Fotografia: Masanobu Takayanagi
Musica: Max Richter
Montaggio: Tom Cross
Scenografia: Donald Graham Burt
Costumi: Jenny Eagan
Interpreti: Christian Bale (il capitano Joseph J. Blocker), Rosamund Pike (Rosalee Quaid), Wes Studi (il capo Falco Giallo), Peter Mullan (tenente colonnello Ross Mc Cowan), Timothée Chalamet (Philippe De Jardin)
Produzione: Scott Cooper, Ken Kao, John Lesher, Sean Murphy ecc
Distribuzione: Notorius Pictures
Durata: 134'
Origine: USA, 2017

 

 "L'essenza dell'anima americana è dura, alienata, stoica e assassina. Non si è ancora mai disciolta". Questa didascalia di D.H.Lawrence (scrittore e poeta inglese fra'800 e '900) compare come una sorta di dichiarazione d'intenti all'inizio dell'ultimo film di Scott Cooper "Hostiles", che è anche il secondo western che ospitiamo da sempre nei nostri cartelloni dopo "Appaloosa" di Ed Harris nella lontana stagione 2009/10. 1892, Fort Berringer, New Mexico. Al capitano della cavalleria Joseph Blocker (Christian Bale), una vita trascorsa a combattere gli 'indiani', arriva l'ordine che non avrebbe mai pensato di ricevere: liberare il capo Cheyenne Yellow Hawk, malato e in punto di morte, e scortarlo insieme alla famiglia nelle loro terre, in Montana. Riluttante lui stesso a un passo dal ritiro dal servizio, il capitano non può però opporsi a un ordine che arriva dallo stesso Presidente e che lo obbliga a una lunga e pericolosa traversata in compagnia del suo nemico giurato e di una piccola squadra di soldati reclutati per la missione. La reciproca ostilità del capitano e del vecchio capo tribale dà il titolo al film di Scott Cooper (nel 2010 il suo "Crazy Hart" regalò l'Oscar a Jeff Bridges) "Hostiles". Ma l'ostilità è ovunque, a partire dall'asprezza delle terre attraversate, con i pericoli che nascondono ad ogni passo, siano essi i belligeranti Comanche che sterminano la famiglia di Rosalie (Rosamund Pike) - una colona che, unica sopravvissuta all'attacco, si unisce al gruppo - o i trappers che aggrediscono le donne nel cuore della notte. Da sempre attento agli aspetti problematici della realtà americana, Scott Cooper ci racconta questo cruciale momento della sua storia con un western classico, intenso e grande impatto spettacolare. Del western classico l'autore riprende quasi tutte le colonne portanti: il viaggio attraverso la natura selvaggia, le 'ombre rosse' che incombono sugli avventurieri, la strage della famiglia di coloni, l'eroe/antieroe segnato dal tempo passato in quel selvaggio west e nella violenza primigenia cui faceva riferimento quella didascalia citata all'inizio. Ma di quel western originario resta oggi per sempre e necessariamente irripetibile la spregiudicatezza nel sublimare la violenza più atroce nel vero e proprio canto della nascita della nazione. Eccoci così coinvolti nelle avventure del capitano Blocker e del suo prigioniero Falco Giallo (quel Wes Studi che tutti abbiamo già apprezzato nei panni dell'indiano cattivo nell'"Ultimo dei Mohicani" di Michael Mann nel 1992) dal New Mexico al Montana. L'ex sterminatore di pellirossa e il capo Cheyenne si sono odiati e combattuti, ma la pericolosa spedizione nella quale sono giocoforza accomunati, nei millecinquecento chilometri di lande selvagge, prospetterà nuovi drammatici eventi ma anche la nascita di insospettati sentimenti di solidarietà umana. Come quelli mostrati da Rosalie Quaid (ricordate la protagonista di "La versione di Barney"?), la donna aggregatasi alla comitiva ha perso la famiglia ma non la propria umanità. L'attenzione che dedica ai prigionieri Cheyenne, la comprensione per le loro sofferenze aprono i cuori dei compagni di viaggio alla comprensione e alla tolleranza verso chi difendeva, a buon diritto, una cultura e uno stile di vita radicati nelle terre degli avi.