30 Marzo 2017
 
 
.::Io, Daniel Blake::.
 
 
Poster del film Il racconto dei racconti

Titolo originale: I, Daniel Blake
Regia: Ken Loach
Sceneggiatura
: Paul Laverty
Interpreti: Dave Johns (Daniel Blake), Hayley Squires (Katie), Dylan McKiernan (Dylan), Briana Shann (Daisy)
Fotografia: Robbie Ryan
Montaggio: Jonathan Morris
Musica: George Fenton
Distribuzione: Cinema di Valerio De Paolis
Durata: 100’’
Origine
: Gran Bretagna
Uscita
: 21.10.2016

 

"Io sono Daniel Blake, un cittadino...niente di più...niente di meno…"
Questa frase rimarrà impressa a lungo nella mente e nel cuore di coloro che hanno avuto la fortuna di assistere alla proiezione di questo film, vincitore della Palma d’oro al Festival di Cannes 2016.
E pensare che, al momento della premiazione, accese contestazioni si erano levate dal pubblico e dalla critica, probabilmente a causa dell’innegabile conservatorismo delle giurie. Critiche che si sono rivelate del tutto ingiuste in quanto questo film – più di parecchi altri – riesce a restituire l’immagine di una società moderna afflitta da problematiche sociali ed economiche con cui, prima o poi, ognuno può trovarsi a fare i conti.
Ma veniamo alla trama…
Dopo una grave crisi cardiaca, Daniel Blake - un falegname di 59 anni – si trova tutto ad un tratto inabilitato al lavoro e costretto a richiedere un sussidio statale. A causa di incredibili vicende burocratiche, si trova nell'irragionevole situazione di dover cercare lavoro mentre attende che gli venga corrisposta la prevista indennità. In questo frangente, Daniel incontra Katie, madre di due bambini, pure lei in cerca di occupazione. Tra Daniel e Katie nascerà un ferreo legame di amicizia: facendo leva sulla forza d’animo, i due cercheranno di aiutarsi vicendevolmente al fine di uscire da quell’angosciosa situazione.
Ebbene sì: ancora oggi, in pieno ventunesimo secolo, nella Newcastle contemporanea c'è gente che muore di fame. In questo caso, però, non si tratta di migranti stranieri ma di cittadini britannici, membri di quella working-class che, nell’epoca della crisi mondiale, si ritrova priva di lavoro.
Il film riesce ad indignare e da commuovere allo stesso tempo. A colpire come un pugno allo stomaco è soprattutto la semplicità frastornante del racconto: la storia di una dignità perduta per strada.
La burocrazia amministrativa e l’innovazione tecnologica, l’ossessiva specializzazione e la privatizzazione costituiscono le principali malattie sociali del ventunesimo secolo. Se eravamo portati a pensare che nel Regno Unito le cose andassero meglio che da noi, be’… ci siamo completamente sbagliati.
Questo film riesce a turbare nel profondo: la vicenda di Daniel Blake riporta alla mente quella di tante persone attorno a noi, che abbiamo incontrato e conosciuto nella nostra vita, che si sono trovate improvvisamente ad inciampare in un destino avverso, ulteriormente complicato dai meandri della burocrazia.
Facendo saldo affidamento sulla lezione di De Sica e Rossellini, magistralmente aiutato dal fido sceneggiatore Paul Laverty, Ken Loach costruisce così la sua particolare declinazione del neorealismo: ed alla fine ci regala un film importante, solido, commovente.