11 Aprile 2013
 
 
.::Io e Te::.
 
 

Regia: Bernardo Bertolucci
Soggetto: Niccolò Ammanniti
Sceneggiatura: Bernardo Bertolucci, Niccolò Ammanniti, Umberto Contarello, Francesca Marciano
Fotografia: Fabio Cianchetti
Montaggio: Jacopo Quadri
Musica: Franco Piersanti
Scenografia: Jean Rabasse
Costumi: Metka Kosak
Interpreti: Jacopo Olmo Antinori (Lorenzo), Tea Falco (Olivia), Sonia Bergamasco (Arianna, la madre), Veronica Lazar (la nonna), Tommaso Ragno (Ferdinando), Pippo Delbono (lo psicologo)
Produzione: Fiction Cinematografica, Medusa
Distribuzione: Medusa Film
Durata: 97'
Origine: Italia, 2012

 

Era da dall’epoca di “The dreamers”, presentato fuori concorso a Venezia nell’ormai lontano 2003, che Bernardo Bertolucci non girava più film. Costretto sulla sedia a rotelle (che lui beffardamente chiama “elettrica”), reduce da periodi di depressione, aveva pensato di aver chiuso definitivamente con il cinema.
“La Palma d'oro alla carriera mi ha spinto a uscire dal guscio, mi sono sentito rimesso in gioco. Mi è tornata la voglia di far cinema” ha dichiarato il maestro, presentando a Cannes fuori concorso “Io e te”, suo sedicesimo lungometraggio, basato sull’omonimo romanzo di Niccolò Ammanniti.
A dargli il coraggio per rimettersi dietro la macchina da presa è stata anche la particolare ambientazione della storia, che si svolge quasi interamente all'interno di uno spazio chiuso (il set è stato attrezzato nello studio di un amico pittore, a poca distanza dalla casa del regista.)
Bertolucci sa attingere con grazia e sapienza allo scritto di Ammanniti, ma nel contempo è capace di riscriverlo e di farlo suo, continuando a modificarlo e riadattarlo nel corso della produzione, influenzato dal set e soprattutto dai suoi due giovani protagonisti.
Lorenzo ha quattordici anni e palesi difficoltà di rapporto con i coetanei, tanto da avvalersi dell'aiuto di uno psicologo. Un giorno coglie al volo un'occasione unica: finge di partire per la settimana bianca mentre invece si rifugia nella cantina di casa con una ben organizzata scorta di alimentari e libri da leggere. Non immagina affatto che, di lì a poco, nel suo rifugio dorato irromperà Olivia, la sorellastra venticinquenne che non vede da un sacco di tempo. Olivia ha problemi con la droga e sta tentando di ripulirsi: soffre di crisi di astinenza e non fa nulla per lasciare tranquillo Lorenzo. La sua presenza è quindi ingombrante ed assillante, l'esatto opposto di quello che Lorenzo desiderava. Eppure, giorno dopo giorno, ognuno dei due riesce a trovare nell'altro l'intimità e l'appoggio necessario per superare, almeno apparentemente e momentaneamente, i propri problemi.
L'adolescenza è da sempre una fase delicata e sofferta dello sviluppo dell'individuo e non è certo diventata più facile ai giorni nostri, in un mondo con più possibilità ma anche con maggiori inquietudini. Bertolucci riesce però a scavare dentro l’animo di Lorenzo ed Olivia e a raccontare con dolcezza una storia di amore fraterno e di liberazione dal dolore e dalla volontà di allontanarsi dal mondo esterno. Il film appare quindi come una sorta di autobiografia del regista di “Ultimo tango a Parigi” che, dopo anni di reclusione, è finalmente tornato a fare il mestiere che sa svolgere divinamente.
La vicenda narrata da “Io e te”, in fondo, non è altro che una storia minimale, capace però di catturare lo spettatore a poco a poco. Con questo film Bertolucci segna quindi un ritorno intenso e sicuro, capace di emozionare il pubblico raccontando con rara sicurezza due anime tormentate dei nostri giorni.