2 Febbraio 2017
 
 
.::Irrational Man::.
 
 
Poster del film Il racconto dei racconti

Titolo originale: id
Regia e Sceneggiatura: Woody Allen
Fotografia: Darius Khondji
Montaggio: Alisa Lepselter
Scenografia: Santo Loquasto
Costumi: Susy Benzinger
Interpreti: Joaquin Phoenix (Abe), Emma Stone (Jill), Parker Posey (Rita), Jamie Blackley (Roy), Betsy Aidem (la medre di Jill), Ethan Phillips (il padre di Jill), Susan Purfar (Carol). Produzione: Letty Aronson, Stephen Tenenbaum, Edward Walson ecc
Distribuzione: Warner Bros
Durata: 95'
Origine: USA, 2015.

 

 Non è facile tenere testa alla bulimia cinematografica che il grande Woody Allen ha messo in campo ormai da decenni. Al ritmo di almeno un film all'anno l'ormai ottantenne cineasta newyorkese inonda il mercato di pellicole dall'alterno valore, mischiando quasi capolavori a realizzazioni non all'altezza della sua fama. Nella sua indagine morale dell'uomo contemporaneo, che sembra caratterizzare questo scorcio della sua vena produttiva, Allen scrive e dirige con "Irrational Man" (non azzardiamo il classico 'ultimo suo film' perché nel frattempo che queste righe vi raggiungano altri ne saranno arrivati) la sua opera più sfuggente e complessa, ma anche incerta, dubbiosa, fragile. Il titolo evoca una frase di George Bernard Shaw: "L'uomo razionale adatta se stesso al mondo, quello irrazionale insiste nel cercare di adattare il mondo a se stesso. Così il progresso dipende dagli uomini irrazionali". L'irrazionale nella fattispecie è Joaquin Phoenix, imperscrutabile professore di Filosofia fresco di nomina in un esclusivo campus di provincia. Preceduto da una fama sulfurea che manda in sollucchero le studentesse ("è un alcolizzato che va a letto con le allieve…sua moglie l'ha lasciato per il suo migliore amico….ha visto un altro amico saltare in aria sulle mine in Iraq", per raccontarne solo alcune), ma in realtà afflitto da un'inconfessata depressione che fra l'altro lo rende impotente. Mentre cerca di scrivere un saggio su Heidegger e il fascismo, senza crederci affatto, Abe Lucas (questo il suo nome), si ritrova coinvolto in due relazioni: una con la collega Rita Richards (Parker Posey), donna dal matrimonio disastrato; l'altra con la più promettente delle sue studentesse, Jill Pollard (Emma Stone, giovane attrice emergente e ultima musa di Allen), della quale vorrebbe essere solo amico. A far precipitare la situazione interviene il caso, lasciando origliare dal professore, in un ristorante, una conversazione riguardante una donna, un giudice e il caso di affidamento di un minore. Abe vi intravede una possibilità di riscatto; anche al prezzo di commettere un crimine e un misfatto. Tributario della letteratura russa e costellato d'interrogativi filosofico-metafisici il film è una variazione sui temi di "Crimini e Misfatti"(1989), "Match Point" (2005), o di "Sogni e delitti" (2007) e il suo protagonista esistenzial-nichilista è ben noto agli spettatori di Allen. Interpretato da un Joaquin Phoenix, come al solito straordinario benché imbruttito da un panzone di alcolista, siamo di fronte a un'opera diseguale che in occasione della sua presentazione a Cannes 2015 ha diviso pubblico e critica. Qualcuno ha scritto che "Irrational Man", per l'idea, la sceneggiatura, l'interpretazione si situa tra le opere migliori realizzate dal maestro newyorkese negli ultimi tempi; altri hanno parlato di una stanca riproposizione di spunti utilizzati in passato con altro ritmo e in maniera più coerente e organica. Un film minore dunque? Chissà, certo messo in scena con un'efficacia e una capacità di passare dalle note comiche ai toni più sinistri, che lascia meravigliati. E avvicina definitivamente il 'nostro' Woody a quei registi che andando avanti con gli anni si concedono libertà prima impensabili. E preziose.