28 Febbraio 2013
 
 
.::La Guerra è Dichiarata::.
 
 

Titolo originale: La guerre est declarée
Regia: Valérie Donzelli
Sceneggiatura: Valérie Donzelli, Jérémie Elkaim
Attori: Valérie Donzelli, Jérémie Elkaim, Brigitte, Sy, Michèle Moretti
Fotografia: Sébastien Buchmann
Montaggio: Pauline Gaillard
Produzione: Rectangle Productions, Wild Bunch
Distribuzione: Sacher
Paese: Francia 2011
Durata: 100’

 

“La guerra è dichiarata” è un film bello sin dal titolo, anche perché alla fine, nonostante il titolo, parla di una storia d’amore.
Un’esperienza di vita dura, affrontata con determinazione, di quelle che lasciano il segno e fanno crescere, una storia d’amore particolare, perché è quella di due giovani di Parigi, Giulietta e Romeo, che si incontrano ad una festa, si innamorano e concepiscono un bel bambino, Adam al quale, all’età di 18 mesi, viene diagnosticato un tumore al cervello in una forma delle più aggressive.
C’erano tutti gli elementi per farne un film cupo e pessimista anche perché si tratta di una vicenda autobiografica. La regista del film, Valérie Donzelli, insieme al suo compagno di allora, Jerémie Elkaim, interpreta se stessa mettendo in scena la sua storia e quella del figlio, coinvolgendo anche gli altri protagonisti effettivi della vicenda, parenti e amici, e racconta l’odissea reale della coppia.
Questa premessa è indispensabile perché il dato autobiografico è parte integrante del lavoro, ne giustifica il tono e aiuta a comprenderne il significato.
Quando la giovane coppia scopre che il figlio ha un tumore al cervello, il film non adotta il punto di vista della vittima, né segue l’odissea dei due genitori ma racconta la voglia di Romeo e Giulietta di reagire alla disgrazia, invece di adottare l’ottica di chi soffre, sceglie di raccontare chi reagisce, chi lotta, chi cerca in tutti i modi di non farsi schiacciare dal dolore. In questo modo lo spettatore non si identifica con la passività della tragedia ma con la volontà di reazione di chi non vuole cedere alla disperazione.
Quando la spensieratezza lascia il posto al dramma, il male non viene nascosto e l’ospedale diventa il palcoscenico della storia ma, forti del loro reciproco amore e di quello di parenti e amici, i due giovani genitori si prendono cura di se stessi, del loro bambino, non smettono di vivere decidendo di prendere gli eventi così come vengono, iniziando ogni giorno come se fosse l’ultimo, rifiutando il pietismo e pianificando il da farsi.
A volte si soccombe ma sempre ci si rialza, non si smette mai di essere vivi in questo film e in questa storia, non si cede mai il passo al dolore e alla tragedia, si tiene sempre la testa alta non per una ottusa speranza ma per essere presenti a se stessi, con testardaggine e cogliere quanto di meraviglioso e imprevedibile e bello ci possa essere in ogni nuovo giorno. Un film dove il dolore è raccontato senza patetismi ma con linguaggio veloce ed ironico perché, come afferma la regista, “anche nel dramma ci sono momenti di sfogo, di allegria, non si può sempre reprimere tutto”.
In definitiva si tratta di un film inclassificabile proprio perché la messa in scena mescola momenti di duro realismo con sequenze da musical, una colonna sonora che spazia da Vivaldi a Bach, Morricone e Laurie Anderson, un montaggio complesso ed è girato utilizzando una macchina fotografica Canon Eos.
Classe 1973, attrice, sceneggiatrice e regista, Valérie Donzelli aveva già attirato l’attenzione della critica con la sua opera prima “La Reine des pommes” inedita in Italia, mentre con “La guerra è dichiarata” ha aperto la settimana della critica al festival di Cannes 2011.