21 Febbraio 2019
 
 
.::Lady Bird::.
 
 

Titolo originale: id
Regia e Sceneggiatura: Greta Gerwig
Fotografia: Sam Levy
Montaggio: Stacey Schroeder
Musica: Jon Brion
Scenografia: Chris Jones
Costumi: April Napier
Interpreti: Saoirse Ronan (Christine "Lady Bird" Mc Pherson), Laurie Metcalf (Marion Mc Pherson), Tracy Letts (Larry Mc Pherson), Lucas Hedges (Danny O'Neill), Thimothée Chalamet (Kyle Scheible), Beanie Feldstein (Julianne "Julie" steffans)
Produzione: Eli Bush, Evelyn O'Neill, Scott Rudin, Jason Sack ecc
Distribuzione: Universal Pictures
Durata: 94'
Origine: USA, 2017

 

 Se non è nata una stella manca veramente poco, Greta Gerwig, classe 1983 di Sacramento in California, fa parlare di se già da un po’. Come attrice l'avete vista nella nostra scorsa stagione in "Jackie" a fianco di Nathalie Portman, prima consigliera della 'first lady' alla Casa Bianca o in uno dei film del suo compagno Noah Baumbach ("Mistress America" 2015). Il suo esordio alla regia con questo recente "Lady Bird" le è valso il Golden Globe 2018 per il miglior film e la migliore attrice protagonista Saoirse Ronan (che avreste visto protagonista due stagioni fa nello splendido "Brooklyn" di John Crowley, se i misteri della distribuzione italiana non ce lo avessero inopinatamente sottratto), nonché la candidatura a 5 premi Oscar 'pesanti'. Christine "Lady Bird" Mc Pherson studia all'ultimo anno del liceo cattolico di Sacramento, viene (come dice lei) "dal lato sbagliato della ferrovia"(quella dove abitano i meno agiati) desiderando una vita più movimentata e stimolante, ma non trova nulla del genere né a casa, né a scuola. "Lady Bird" (come ama farsi chiamare) vive nell'anno del diploma la sua prima storia d'amore, affronta l'impegnativa recita scolastica e, soprattutto, deve scegliere il college dove continuerà gli studi. Si penserà al solito racconto di formazione in chiave di "college comedy" come se ne sono visti tanti, ma non è così. L'opera ha il dono di concentrare tutta un'epoca - l'America del dopo 11 settembre - in un pugno di personaggi. E in un'età indagata mille volte ma mai con tanta acutezza, la fine dell'adolescenza. Christine (una portentosa Saoirse Ronan) non fa che sognare New York e detesta, o crede di farlo, il suo mondo, "Chi parla di edonismo della California non ha mai passato un Natale a Sacramento" ammonisce l'incipit iniziale della famosissima scrittrice, della stessa città, Joan Didion. In contrasto con la mamma che le frustra ogni aspirazione di grandezza, l'adolescente si muove con ingenua protervia sperimentando le prime delusioni sentimentali, raccontando bugie, ricorrendo a trucchi per entrare nelle grazie di compagni di scuola ricchi e viziati, salvo poi pentirsene. E' un'altalena di voglia di sfida e voglia di tenerezza nel contesto della tormentosa quanto volatile quotidianità della giovinezza, in attesa delle botte serie della vita. Lo sguardo della Gerwig oltre a puntare su una vaga vena autobiografica (Sacramento è anche la sua città e anche l'età è la stessa della sua protagonista), risulta assai sincero e realistico, minimalista e scevro da ogni enfatica spettacolarizzazione. La battaglia di 'Lady Bird' non esclude totalmente le ragioni materne e la sua vicenda non si conclude stile Hollywood, in maniera trionfale. Raramente il rapporto madre-figlia è stato così felicemente esplorato. Determinanti per il buon esito del film sono gli splendidi attori, fra cui Laure Metcalf e Tracy Letts, nel ruolo dei genitori, Beanie Feldstein autentica rivelazione che è Julie, l'amica tradita e poi ritrovata, e Thimothée Chalamet, (l'ombroso bassista del gruppo rock), candidato all'Oscar per il film di Guadagnino. Quanto alla protagonista, l'incantevole Saoirse Ronan le conferisce impetuosa freschezza e umbratile sensibilità: nominata agli Oscar anche lo scorso anno per "Brooklyn"(citato sopra), non ha poi vinto niente ma, siamo certi, l'attende una luminosa carriera.