24 Gennaio 2013
 
 
.::Marilyn::.
 
 

Titolo originale: My week with Marilyn
Regia: Simon Curtis
Soggetto: Colin Clark dal diario “The prince, the showgirl and me”
Sceneggiatura: Adrian Hodges
Fotografia: Ben Smithard
Montaggio: Adam Recht
Scenografia: Donal Woods
Interpreti: Michelle Williams (Marilyn Monroe), Kenneth Branagh (Sir Laurence Olivier), Eddie Redmayne (Colin Clark), Dominic Cooper (Milton H. Greene), Dougray Scott (Arthur Miller), Julia Ormond (Vivien Leigh), Judi Dench (Sybil Thorndike)
Produzione: The Weinstein Company
Durata: 99'
Origine: Regno Unito, 2011

 

Marilyn Monroe è senza ombra di dubbio una delle icone simbolo del Novecento, insieme a Charlie Chaplin, Topolino e pochissimi altri. Nonostante il numero impressionante di pagine, mostre e saggi che le sono stati dedicati nel corso degli anni, la sua personalità è però destinata a restare misteriosa ed inaccessibile
Quest’anno ricorre il cinquantenario della sua precoce scomparsa, avvenuta il 5 agosto 1962, quando la Diva (il maiuscolo è d’obbligo) aveva appena 36 anni. E così questo film - presentato fuori concorso al Festival Internazionale del Film di Roma 2011 – arriva al momento giusto per presentarci un’immagine di Marilyn inedita: una Marilyn Monroe vista dal terzo assistente alla regia di uno dei suoi film meno memorabili.
All'inizio dell'estate del 1956 la star americana metteva per la prima volta piede sul suolo inglese, in luna di miele con il marito, il famoso drammaturgo Arthur Miller. Era andata in Inghilterra per girare “Il principe e la ballerina”, il film che doveva interpretare al fianco di Sir Laurence Olivier, vera e propria leggenda del teatro inglese. In quella stessa estate, il ventitreenne Colin Clark era per la prima volta nella sua vita su un set cinematografico: aveva trovato un modesto impiego sul set di quel film. Da quel backstage, divenuto leggendario per l'antipatia che Olivier – che era anche regista della pellicola - sviluppò nei confronti della sua co-star americana (un'antipatia ancora recentemente ricordata da una biografia del grande direttore della fotografia Jack Cardiff), Clark trasse un'autobiografia in forma di diario intitolata “The prince, the showgirl and me”.
Lo script di Adrian Hodges e la regia di Simon Curtis hanno il grande merito di non cedere alla tentazione (ovvia) di concentrarsi su Marylin. Ogni evento viene sempre mostrato dal punto di vista del giovane Clark (a parte alcuni eventi pubblici), anche se, nella parte del protagonista, è forse un po' troppo statico e comprensibilmente oscurato dal personaggio della diva americana, intorno alle cui intemperanze si sviluppa ogni evento.
Anche il rischio di un eccessivo “documentarismo” viene evitato: e gran parte del merito va ad una strepitosa Michelle Williams, premiata con una meritatissima candidatura agli Oscar come “Miglior attrice non protagonista”, che riesce a restituirci la Venere bionda senza scimmiottarla. Kenneth Branagh – anche lui candidato alla statuetta – si cala perfettamente nei panni del suo padre carismatico Laurence Olivier, facendolo rivivere ed interagire con la bellissima rivale.
Da tutto ciò, esce un ritratto di alcuni giorni nella vita della divina Marilyn pieno di grazia e di amore per la Settima arte. In quella settimana di conoscenza, anche intima, il giovane Colin Clark percepirà un’immagine della Diva che il mondo rivelerà solamente dopo la sua morte: la fragilità di una donna destinata ad entrare nel mito e diventare immortale: probabilmente perché l’immortalità dei vulnerabili ha un fascino incontestabile.
Questo film farà sicuramente tornare anche allo spettatore più smaliziato la voglia di rivedere "A qualcuno piace caldo" o "Quando la moglie è in vacanza": pellicole senza tempo, che ci hanno fatto innamorare di Marylin Monroe. E questo è un merito non da poco…