8 Marzo 2012
 
 
.::The Next Three Days::.
 
 

Titolo originale: id.
Regia e sceneggiatura: Paul Haggis
Soggetto
: Dalla sceneggiatura di "Pour elle"(2008) di Fred Cavayé e Guillaume Lemans
Fotografia
: Stéphane Fontaine
Montaggio
: Jo Francis
Musica
: Danny Elfman
Scenografia
: Laurence Bennett
Costumi
: Abigail Murray
Interpreti
: Russel Crowe (John Brennan), Elizabeth Banks (Lara Brennan), Michael Buie (Mick Brennan), Moran Atias (Erit), Remy Nozik (Jenna)
Produzione
: Olivier Delbosc, Paul Haggis, Marc Missonier ecc
Distribuzione
: Medusa
Durata
: 122'
Origine
: Usa/Fra, 2010.

 

 Ricordiamo innanzitutto chi è Paul Haggis, regista di questo 'The next three days' thriller formato famiglia, modellato su "Pour elle" di Fred Cavayé, analogo film francese di qualche stagione fa, inedito in Italia. Haggis è sceneggiatore prima che regista. Sceneggiatore e soggettista di prima grandezza: tra l'altro di alcuni dei capolavori di Clint Eastwood, da "Million Dollar Baby" al doppio film sulla battaglia di Iwo Jima. Come regista i suoi precedenti si chiamano per esempio "Crash" che gli valse un Oscar (presente nel nostro cartellone del 2006/07) e "Nella valle di Elah" (sempre nel nostro cartellone dell'anno successivo). Sembra di cogliere un filo riconoscibile di continuità, la stessa impronta di palpitante convivenza tra eccezionalità delle prove ed esistenze comuni, nella storia che sta per prendere vita presso chi la vedrà all'atto della proiezione. Inizia con una normale cena a quattro, due fratelli e le rispettive mogli che battibeccano a partire dai diversi punti di vista su come una donna debba farsi valere nella competizione professionale. La coppia protagonista è quella di Elizabeth Banks e Russel Crowe (ancora una grande interpretazione dell'attore australiano, forse l'unico capace di far muovere il film con la semplice intensità di uno sguardo in primo piano), lui insegnante universitario e lei, benché impegnata in una carriera, fermamente schierata a favore dell'amore e della famiglia (ovviamente i due hanno un bimbo in tenera età). Ed è proprio in relazione a questa carriera - abbiamo sentito nella sequenza precedente accennare ai suoi difficili rapporti con il suo capo, donna a sua volta - che il tono del film gira repentinamente, inaspettatamente. La polizia irrompe in casa della coppia , la giovane donna è in arresto sotto l'accusa di omicidio. Tutto è contro di lei, poco prima dell'appuntamento per la cena la dirigente della protagonista è stata assassinata e una montagna di indizi, oltre che il movente, si riversano su Lara (questo il nome della donna). Non c'è via di scampo, tanto il primo che il secondo grado di giudizio confermano la dura condanna. Il titolo del film si riferisce alla sua scansione e a qualcosa di molto importante che deve succedere a un certo punto. Pur schiacciati dagli eventi i due restano quelli che erano: miti, affiatati, lei addolorata ma paziente e fiduciosa, lui esemplare nel raddoppiare l'impegno di padre, di marito, di docente, di cittadino. Ma soprattutto ciecamente convinto dell'innocenza di lei, mai sfiorato dal dubbio. Fino ad intraprendere quando ogni altra via appare chiusa, la strada di un folle progetto. Il nodo drammaturgico ed emotivo del film è molto centrato sull'amore e la fiducia dell'uomo, normalissimo, disposto letteralmente a tutto per la sua donna. Di pari passo con i segnali crescenti disseminati ad arte per radicare il dubbio, anzi quasi la certezza negativa, in noi spettatori. E' un action movie morale il terzo film di Haggis. Il cinema del nostro autore, come ci suggeriva già il precedente, comincia a delinearsi come un grande racconto sull'America di oggi, sulla sua (im)possibile ri-scoperta dopo la cacciata dal Paradiso. Se prima erano le morti della guerra a segnalare il dolore inestirpabile di una Nazione, stavolta è nello sguardo allucinato dell'antieroe Crowe, pronto a uccidere pur di vedere ricostruita la sua piccola America, che si rispecchia l'angoscia di un presente a cui non resta altro che affidarsi al caos.